Homepage
La mostra
Informazioni
Speciale Pietro Tacca
Area stampa
Eventi 2006
Contatti
Crediti

Change language:
change language
 
PRE-DIZIONI: LA PLASTICITÀ DELL’ESSERE
di Alessandro Romanini

L’intento che ha guidato la concezione e la realizzazione di questa sezione corrisponde alla volontà di delineare un panorama, se non esaustivo, comunque rappresentativo delle insorgenze artistiche ospitate e coltivate da alcune delle principali Accademie di Belle Arti europee. Condizione indispensabile per poter effettuare pre-visioni e pre-dizioni con accettabili margini di fondatezza.
Nello svolgersi delle varie fasi genetiche della manifestazione, la processualità ha avuto il sopravvento rispetto al concetto produttivo, consequenziale che governava nella fase progettuale, generando una serie di riflessioni e elaborazioni che trovano riscontro tangibile nell’esito finale, nel percorso museografico e nelle opere che si palesano allo spettatore. La selezione delle Accademie e degli artisti ha comportato anche un’implicita scelta di impostazioni culturali e tradizioni artistiche di riferimento, per restituire un’immagine dell’arte contemporanea europea fedele all’identità storica di questa compagine continentale. Per molti filosofi, pensatori e storici il continente europeo è da sempre il luogo di un ripensamento, di una riformulazione a seguito di un trauma, di una ridefinizione politica e di un riassetto culturale, volti a disegnare una struttura in grado di accogliere e assimilare il nuovo, lo straniero e l’alterità in senso lato.1 Un’identità che non è la cristallizzazione di caratteristiche ma piuttosto nel caso dell’Europa la capacità di assoggettarsi a nuovi equilibri e continue metamorfosi. Dare continuità al frazionamento e rendere le avversità opportunità di proficue evoluzioni, questo permette di affrancarsi da parametri definitori quali razza, lingua e costumi.
Dialogando con artisti e docenti delle varie accademie nel corso della preparazione di questa iniziativa, si è riscontrato la comune volontà di smantellare i portati ideologici dei paradigmi culturali, i parametri espositivi mirando a ridefinire nozioni come curatela e concetti come quelli di arte contemporanea. La volontaria rottura degli schemi linguistici e critici della scultura, appaiono altrettanto evidenti nell’osservazione delle opere. Non si tratta di una volontà iconoclasta,ma da una parte è un tentativo di rivitalizzare il concetto e i parametri linguistici della scultura attraverso l’ibridazione con altre discipline più omeno contigue e dall’altra di contemplare nelle opere l’intervento attivo dello spettatore, inscrivendo nella genesi dell’opera uno spazio spettatoriale. Lo spettatore viene molto spesso coinvolto in un’attività di coproduttore, coautore, con differenti strategie operative. L’ibridazione è affrancata da infatuazioni e facilitazioni tecnologiche, e si dirige verso territori come il design, la fotografia, fino all’architettura e l’urbanistica. Con il primo si condivide un senso del disegno, del dessein, inteso come progetto, come elemento costitutivo, strutturale dell’opera, che accomuna le varie arti. Con la fotografia è l’inquadratura, il processo di cadrage e découpage spaziale che costruisce la visione, il percorso percettivo fulcro della sinergia interdisciplinare. La selezione del reale a fine espressivo, creativo che costituisce l’elemento cardine delle arti della visione. La volontà di gestione dello spazio, la volontà di espressione attraverso dei canoni spaziali che esondano la mera dimensione visiva, per costituire una dimensione relazionale è sicuramente l’altro elemento degno di nota. Spazio come luogo di relazione ed esercizio del potere. È questo il contesto in cui alcuni giovani artisti si muovono a cavallo di discipline come architettura, urbanistica, fino alla coreografia. L’oscillazione tra particolarismo e omologazione dei linguaggi e delle culture è riscontrabile negli intenti degli autori, specchio fedele di un’atmosfera generale a livello continentale.
Allo stessomodo – in alcuni casi – si palesano gli echi di cultura e tradizione, specialmente ove questi sono sostenuti da un cultura del savoir faire, della tradizione accademica, così come si manifestano echi di movimenti e correnti recenti. Queste caratteristiche, lungi dall’essere un handicap, sono utilizzate come solide strutture, fondamenta su cui intraprendere un percorso di ricerca estetica. Spesso strutture piacevoli da visitare e scomode da abitare, comunque elementi con cui confrontarsi. La volontà di superamento dei clichè espressivi e degli stereotipi culturali è molto marcata, specialmente in quegli artisti i cui paesi di appartenenza hanno vissuto radicali e rapide evoluzioni politico-culturali. Non è possibile né auspicabile e soprattutto inefficace ai fini di una mappatura proiettiva elaborare delle peculiarità. Si cercato di aggirare quella tendenza dilagante che, in un’Europa unita ed in corso di espansione, tenta di porre l’accento sulle caratteristiche specifiche dell’arte e della cultura dei singoli paesi. Ci muoviamo in un arcipelago di individualità, che fanno si riferimento ad un territorio, ad un continente, ma le loro bussole sono rivolte all’espressione dell’individualità, alle strategie dell’essere. È possibile indicare alcuni intenti e strategie che a vario titolo possono connotare aree e metodologie.
Dialogando con alcuni giovani artisti dell’area Balcanica, si manifesta palesemente la volontà di riappropriazione della storia attraverso l’espressione, che si esprime spesso nell’analisi delle paure connesse con il concetto di straniero e le sottili relazioni con il piacere. Superare la visione romantica-mitologica che circonfonde questa cultura e questo territorio, infrangendo la lente del marxismo-leninismo attraverso cui si sono osservati gli accadimenti politici e culturali di quelle latitudini, questa è un’ulteriore intenzione.
A rappresentare l’Olanda – l’Accademia di Belle arti dell’Aia – due artisti di origine diversa (un’italiana e un islandese); questo aggira il rischio di riproporre la sbandierata dicotomia tra arte fiamminga e arte olandese, che nella tradizione radicata vede la prima all’insegna dell’assurdo e del surreale e la seconda incline ad un solido realismo.2 Il risultato è un’efficace e raffinata ricerca sulle radici e le strutture della percezione, delle induzioni culturali e sociali sottese a tali processi, che sono anteriori e gerarchicamente prioritarie rispetto a processi interpretativi e definizioni. Delineare un panorama dei giovani artisti delle accademie europee consiste nel tentativo di tracciare una configurazione reticolare, che tiene insieme e collega in modo biunivoco, artisti, critici, curatori, mercanti, editori. Non è sufficiente presentare le proposte teoriche di un certo numero di correnti, o scuole. Questo balza agli occhi in modo macroscopico nella realtà francese; i giovani artisti si confrontano con una realtà artistico-culturale che ha visto negli anni Ottanta un netto e deciso rifiuto dell’esistenza e della proposta di una “scuola artistica francese”, per poi fare dietrofront negli anni Novanta, nei quali galleristi, curatori, commissari e critici fanno fronte comune per promuovere una “scena francese”. Questa scena è sostenuta anche dalla nascita e dallo sviluppo di un nucleo di riviste d’arte che hanno anche saputo forgiare una generazioni di curatori e critici. Il modello reticolare è sicuramente dominante e la sinergia interdisciplinare e l’elevata coscienza critica che tale struttura genera è testimoniata dalle opere degli artisti dell’Accademia di Belle Arti di Tolone. La pluralità di linguaggi, una crescente diluizione stilistica e concettuale hanno allontanato molti giovani artisti dal formalismo per concentrarsi su poetiche di natura esistenziale e relazionale, vedendo la rinascita del lavoro di gruppo e collettivo come viene qui testimoniato dall’opera degli artisti dell’Accademia di Valencia. Un vigoroso interesse per la rivendicazione del valore sociale dell’arte è diffuso nell’opera dei vari artisti, così come quella per un’analisi politica in senso lato. Il versante relazionale, esperito da molti, trova negli artisti che rappresentano l’Accademia di Belle Arti di Carrara un ulteriore ampliamento. Attraverso le opere si indaga la struttura culturale, relazionale ed economica generata dall’elementomarmoreo. Si tenta una ridefinizione del linguaggio e dell’utilizzo della materia come supporto per forme espressive alternative. Se ne destruttura l’iconografia e si effettuano pertinenti riflessioni sul concetto di tridimensionalità artistica e fruizione. Il processo elaborativo di questa sezione ha imposto anche importanti riflessioni che riguardano il ruolo delle Accademie di Belle Arti rispetto ad un panorama culturale come quello odierno, la loro funzione motrice rispetto ad un territorio e la necessità di ridefinizione di parametri pedagogici in linea con le rapide e radicali evoluzioni che la tecnologia e la politica culturale impongono. Questa riflessione si è estesa anche alla volontà di ricostruzione di un modello curatoriale che sappia saldare attività critica (analisi della forma e dell’estetica dell’arte) e attività curatoriale strictu sensu(selezione e allestimento delle opere), valorizzando le molteplici attività pratiche di cui si costituisce questa attività. Oltre la volontà di portare alla luce le opere di alcuni interessanti giovani artisti, l’auspicio di riuscire a palesare nel percorso espositivo – anche in minima parte simbolica - in questa sezione, i numerosi stimoli e le variegate riflessioni suscitate dal rovello elaborativo di questi soggetti.

1. Illuminanti a questo proposito, le strategie messe in atto nel corso delle ultime due edizioni di Documenta di Kassel (1997 e 2002) e della corrente edizione di Manifesta con sede nell’isola di Cipro.

2. A questo proposito è interessante prendere visione del catalogo della mostra tenutasi a Palazzo Grassi, a Venezia nel 1997, dedicata alla pittura fiamminga e olandese del XX secolo, curata da Rudi Fuchs dello Stedelijk Mmuseum di Amsterdam e dal belga Jan Hoet dello SMAK di Gand, a conferma di questa invalsa dicotomia. 339

 
 
copyright | privacy | note legali